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LUOGHI DI INTERESSE IN ABRUZZO


ABRUZZO & DINTORNI

PRATI DI TIVO - PIETRACAMELA

Prati Di Tivo località del comune di Pietracamela l`abitato arroccato come un nido d`aquile, sorge dove la valle del Rio Arno si amplia e cambia pendenza ed è incorniciato dalle superbe pareti, dall`alto un armonia di tetti in cotto dai caldi colori, dal basso un grappolo mimetizzato e protetto dalle sovrastanti rocce. Ed è proprio tra queste rocce a ridosso delle ultime case del paese, che troviamo importanti testimonianze della capacità dell`uomo, come la storica palestra di roccia degli Aquilotti del Gran Sasso, fortissimo gruppo di alpinisti che nel 1930 guidati dal medico Sivitilli seppero assumere fama nazionale.Sulle rocce sovrastanti l`abitato, per lo studio del Camoscio d`Abruzzo, nel 1993 è stata realizzata un`area faunistica che né ospita una coppia, lungo il sentiero che dal paese porta all`area faunistica le singolari pitture rupestri del locale artista Guido Montauti. All`interno del paese dove tante viuzze si intersecano come in un labirinto, la ex parrocchiale di S. Giovanni con il campanile a vela e l`antica meridiana, all`inizio del paese un abitazione con delle bifore in pietra, nella parte alta del piccolo borgo la chiesa di S. Rocco con il portale in pietra ed un acquasantiera del 1500. Lungo le ripide scalinate che caratterizzano l`intero paese, si aprono scorci sulle profonde vallate sottostanti e le montagne che incorniciano e custodiscono gelosamente l`intero abitato. è una città montana, che prende il nome dal fiume omonimo che vi scorre

ARTE E RELIGIONE (Castelli, Santuario di San Gabriele, Teramo) CASTELLI E LE SUE CERAMICHE

L’antico borgo di Castelli, noto per via della sua delicata e colorata arte della ceramica, sorge ai piedi del Monte Camicia, immerso nel verde del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L’affermazione dell’arte ceramica avvenne grazie ai monaci benedettini che si insediarono tra queste montagne, costruendo il convento di San Salvatore, intorno al 1100. Passeggiando per il piccolo centro storico di Castelli, ovunque fanno capolino oggetti in maiolica, piatti e vasi esposti dalle numerose botteghe. Sulla piazza principale si affaccia il convento di San Salvatore, al cui interno è possibile ammirare numerose opere in ceramica. Da non perdere il Museo delle Ceramiche che ospita una delle più ricche raccolte italiane di maiolica, con oltre 300 pezzi, all’interno dell’ex convento francescano di Santa Maria di Costantinopoli, esso stesso un capolavoro d’arte. Su richiesta, è inoltre possibile visitare la raccolta di ceramiche prodotte dagli allievi dell’Istituto d’Arte Ceramica e un eccezionale presepe in maiolica a grandezza reale.
Per maggiori informazioni: Comune di Castelli tel. 0861-979142; Museo delle Ceramiche tel. 0861-979398; Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga tel. 800351078 (numero verde).

SANTUARIO SAN GABRIELE

Ritornando verso Teramo, si arriva a Isola del Gran Sasso, dove si trova il santuario di San Gabriele dell’Addolorata, tra i santuari più conosciuti d’Italia e d’Europa. Ogni anno sono circa due milioni i pellegrini che vi arrivano per pregare sulla tomba del giovane studente passionista San Gabriele dell’Addolorata. La fama di questo Santo si fonda su moltissimi eventi soprannaturali, di cui sono testimonianza migliaia di ex voto.

TERAMO

Proseguendo verso Pescara, si incontra la storica cittadina di Teramo, l’antica Interamnia romana (“posta tra i fiumi”), dominata dalla maestosa Cattedrale di San Berardo, il duomo della città, risalente al 1158 circa. Punto di spicco del duomo, il bellissimo ed imponente portale in pietra, del 1300 circa. La visita può proseguire con l’area archeologica di piazza Sant’Anna, con il Museo Archeologico “F. Savini”, le numerose chiese tra cui Madonna delle Grazie, Sant’Antonio e San Domenico. Proprio il Museo Archeologico raccoglie reperti e sculture di una Teramo antica, dalla preistoria all’epoca romana. Altri reperti, di notevole importanza artistica e storica, sono invece conservati nella Pinacoteca Civica, fondata sul finire del 1800, che ha sede in una graziosa palazzina della Villa Comunale e che raccoglie una ricca collezione di tele e sculture d’arte moderna e contemporanea dal XV secolo in poi. Per chi inoltre è interessato anche allo shopping, consigliamo una piacevole passeggiata lungo il Corso San Giorgio, pieno di vetrine, caffè e bar.
Per maggiori informazioni: Comune di Teramo tel. 0861-3241; Museo Archeologico “F. Savini” tel. 0861-250546.

SAN GIOVANNI IN VENERE - (San Giovanni in Venere, i Trabocchi lungo la costa adriatika)

Scendendo da Pescara verso sud, lungo il litorale adriatiko, si giunge a Fossacesia, all’altezza del cosiddetto “promontorio di Venere”, dove sorge, su una collina affacciata verso il mare, l’abbazia di San Giovanni in Venere. Questo capolavoro dell’architettura sacra medievale risale al VI secolo e nel corso degli anni è stata ampliata più volte imitando l’abbazia di Montecassino. Da mettere in evidenza la cripta affrescata, con pitture risalenti ad epoche diverse ed il portale della facciata, detto “Portale della Luna”, scolpito in modo da raffigurare la vita di San Giovanni Battista, a cui la chiesa è dedicata. All’esterno si apre un ampio chiostro ed un ben curato giardino, con una vasta varietà di piante, tutt’ora curato dai monaci.
Per maggiori informazioni: Abbazia di San Giovanni in Venere tel. 0872-60132; Comune di Fossacesia tel. 0872-62221.

LA COSTA DEI TRABOCCHI

Nella zona di Fossacesia, prima di arrivare a Vasto, specie durante la bella stagione, non si può tralasciare una visita ai trabocchi, delle “macchine da pesca”, costruite in legno, composte da una piattaforma, retta da lunghi pali, dalla quale il pescatore cala la rete in mare. I trabocchi sono collegati alla terraferma distante anche decine di metri da una lunga passerella poggiata sui pali. La loro utilità è quella di consentire ai pescatori di pescare senza scendere direttamente in mare ed evitare i rischi che tutto ciò comporta, specie durante la brutta stagione. E’ difficile stabilire l’epoca della costruzione dei primi trabocchi, si pensa però che essi risalgano al 1400 circa. Per i turisti che vogliano andare alla scoperta di queste curiose macchine da pesca, basta proseguire lungo la costa adriatika, dopo Ortona, quando il litorale passa dalle spiagge basse e sabbiose a costoni rocciosi a picco sull’acqua. Acqua che, d’estate, è limpida e trasparente. Anche il poeta abruzzese Gabriele D’Annunzio fu affascinato da questo tipico paesaggio costiero, al punto da ritirarsi in questa zona, nel cosiddetto “eremo dannunziano”, per ricevere ispirazione per le sue opere. Sempre in zona, il caratteristico borgo marino di San Vito Chetino e la rocciosa Punta Penna o, perché no, la famosa cittadina di Lanciano. Il percorso ideale per visitare i trabocchi inizia scendendo dal casello autostradale di Lanciano verso San Vito Chetino e proseguendo lungo la statale 16 verso sud, superando la frazione di Vallevò, fino ad arrivare ai trabocchi di Punta del Cavalluccio.
Per maggiori informazioni: Comune di San Vito Chetino tel. 800-380211 (numero verde), Comune di Rocca San Giovanni tel. 0872-60121.

LA MAIELLA

Per chi ama le escursioni in mezzo alla natura ed i grandi spazi aperti. La Majella è una montagna accessibile a tutti che permette di assaporare grandi meraviglie naturali, senza troppa fatica. Attrezzatissima, la Riserva Naturale Orientata Lama Bianca a Sant’Eufemia a Majella. Qui vi si arriva facilmente prendendo l’autostrada A25 Roma-Pescara ed uscendo al casello di Scafa, proseguendo per il centro termale di Caramanico ed arrivando al paese di Sant’Eufemia. Il bosco di faggi di Lama Bianca è a breve distanza dal centro, appena superato il paese. Insieme con la vicina Valle dell’Orfento, dal 1987 sono stati eletti Riserva Naturale ed inglobati nel Parco Nazionale della Majella. Il nome Lama deriva da una parola dialettale abruzzese che indica un lastrone di roccia dal colore chiaro, tipico delle rocce calcaree dell’Appennino. Dalla riserva partono diverse escursioni, più o meno facili, tra cui anche sentieri ed itinerari attrezzati per disabili, aree picnic e segnaletica per i non vedenti, con pannelli scritti in braille.

LA VALLE DELL’ORFENTO

Punto di riferimento per questa escursione è Caramanico, centro famoso per le sue terme di acqua sulfurea, ricco di alberghi, pensioni e ristoranti. La Valle dell’Orfento prende il nome dal fiume che vi scorre e che crea cascate mozzafiato in mezzo ad una rigogliosa vegetazione di boschi di faggio, valloni ed incredibili canyon. Questa parte della Majella è ritenuta da molti uno dei luoghi più spettacolari della montagna abruzzese, abitata da lupi, orsi, aquile, caprioli e cervi. Dal Centro Visite di Caramanico partono diversi percorsi, non tutti di libera percorrenze. Per alcuni infatti è necessaria l’autorizzazione del Corpo Forestale dello Stato, in quanto trattasi di territorio di Riserva Naturale. Per gli escursionisti più esperti ed allenati è possibile giungere sino alla vetta del Monte Amaro. Il percorso sul fondovalle dell’Orfento invece è accessibile anche ai bambini e richiede circa tre ore tra andata e ritorno. Oltre alla natura, lungo i percorsi di più lunga percorrenza, è possibile ammirare anche due eremi che sono meraviglie storico-artistiche di grande interesse. Uno è quello dedicato a Sant’Onofrio e di esso restano ormai poche tracce, tra cui il portale e una parete. Meglio conservato è l’eremo dedicato a San Giovanni, che però si trova in una posizione più difficile da raggiungere e consigliato solo a chi non soffre di vertigini. Nei dintorni della valle vale la pena di visitare il caratteristico borgo di Rocca Caramanico, ormai quasi del tutto abbandonato, San Valentino e soprattutto il già nominato Caramanico Terme.
Per maggiori informazioni: Centro Visite di Caramanico Terme tel. 085-922084; Comune di Caramanico Terme tel. 085-9290202; Parco Nazionale della Majella tel. 0871-80371; Ufficio Informazioni Accoglienza Turistica Caramanico Terme tel. 085-922202.

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